I cannabinoidi sono delle sostanze chimiche conosciute anche come terpenofenoli, a volte abbreviati con sigle come CBD o THC, e sono prodotti in tre modi diversi: innanzitutto, l'organismo umano ne produce una parte con frequenza giornaliera; altre derivazioni del CBD, invece, vengono dai cannabinoidi naturali come quelli presenti all'interno della marijuana e altri ancora sono completamente sintetici, prodotti dunque in laboratorio. In linea generale, sul tema c'è ancora molto confusione: questo perché molte sigle come THC e CDB tendono a confondere tutti gli utenti e i potenziali utilizzatori di queste sostanze.

In Italia non c'è ancora una corretta informazione in merito ai semi di cannabis e a tutto il mondo sottostante al consumo di erba per uso terapeutico e salute e spesso si tende a confondere i fitocannabinoidi - quelli prodotti dalle piante - con i cannabinoidi sintetici.
Anche in medicina si sta cominciando ad utilizzare prodotti a base di cannabis sintetica: questa sostanza, però, è prodotta e utilizzata in maniera diversa rispetto a quella illegale, la quale può causare gravi danni sull'organismo e, per questo, va evitata del tutto.

Di seguito, per fare chiarezza, una guida sulle differenze fra cannabis sintetica e naturale.
In linea preliminare, è possibile affermare che per produrre questa sostanza, la cosa migliore da fare è comprare dei semi di cannabis all'interno di store e rivenditori autorizzati e legali, in modo da poter coltivare la sostanza accertandosi dei suoi effetti benefici, senza rischiare gli effetti collaterali dannosi e pericolosi dell'organismo delle varianti sintetiche.

 

Cos'è la cannabis naturale?

La cannabis naturale si divide in due tipologie diverse, che la scienza chiama ''cannabinoidi naturali''. Questi sono i fitocannabinoidi e, in seguito, gli endocannabinoidi: si tratta di sostanze derivate dalla fioritura dei semi di marjuana femminizzati  che stimolano determinati recettori del sistema nervoso, causando una serie di effetti benefici sul corpo umano, naturalmente se assunti nel modo giusto dopo essersi assicurati della bontà e sicurezza della loro provenienza. A differenza di quanto avviene con i cannabinoidi sintetici, prodotti in laboratorio, quelli naturali stimolano i recettori del sistema nervoso e basta.

Fra la cannabis naturale è possibile annoverare diverse sostanze, fra cui i più conosciuti sono sicuramente il THC e il CBD, ma ne esistono alcune meno diffuse come il THCA e il THCV. Come anticipato, anche il corpo umano è in grado di produrre da solo gli endocannabinoidi: questo prende il nome anandamide (AEA) e ha l'effetto principale di tenere sotto controllo il dolore.

 

Cos'è la cannabis sintetica?

I cannabinoidi sintetici sono spesso confusi con quelli naturali perché hanno lo stesso fine, che è quello di stimolare i recettori del sistema nervoso, precisamente quella parte chiamata ''sistema endocannabinoide''. La medicina li chiama agonisti dei recettori cannabinoidi. Partendo da questo principio, si può arrivare a pensare che, allora, cannabis naturale e sintetica siano facilmente intercambiabili senza alcun tipo di problema.

In realtà non è proprio così:
i cannabinoidi sintetici illegali, sono prodotti utilizzando delle sostanze chimiche specifiche e al loro interno nono c'è niente di naturale e salutare: dal punto di vista scientifico, infatti, sono dei composti molto pericolosi e la loro assunzione, senza un controllo medico appropriato, non è sicura. La cannabis sintetica prodotta a scopo medico, infatti, viene somministrata solamente dietro prescrizione medica e i prodotti farmaceutici che ne fanno utilizzo sono comunque verificati e garantiti dalle istituzioni di ogni Paese. Inoltre, la loro distribuzione e il loro utilizzo è consentito solamente dietro una stringente osservazione medica al fine di verificare gli effetti sul corpo.


Cannabis naturale e cannabis sintetica: le differenze punto per punto

Date le informazioni generali, è possibile entrare nello specifico e analizzare le differenze e le analogie fra entrambe le tipologie di prodotto.

Struttura chimica di cannabis naturale e sintetica
Da un punto di vista chimico, come anticipato, cannabis naturale e sintetica hanno parecchie analogie, ma alcune differenze particolari. Mentre la cannabis naturale ha una struttura chimica a catena costituita da 21 di carbonio, che si sciolgono facilmente nei grassi del corpo umano per poi essere eliminata dal corpo, la cannabis sintetica ha una composizione da 22 a 26 atomi di carbonio, cosa che la rende persistente nell'organismo e molto più difficile da eliminare. La lunghezza della catena può portare ad effetti negativi nell'assunzione molto più gravi.

Applicazione della cannabis naturale e sintetica
Mentre la cannabis naturale è largamente conosciuta in natura e nel corso della storia ha avuto diverse applicazioni (fra cui si registrano quelle olistiche e religiose), la cannabis sintetica è utilizzata per scopi terapeutici per le malattie gravi e comunque non trattabili autonomamente. I suoi effetti collaterali erano importanti, ma nel rapporto rischi e benefici si tendeva a utilizzarli comunque. Il principale utilizzo, oggi, della cannabis sintetica è nel settore fatturiero per la produzione di oggetti o di altri prodotti. Un ambito molto distante da quello del consumo umano.

 

Quali sono gli effetti della cannabis sintetica e naturale?

Secondo gli ultimi studi clinici effettuati sull'utilizzo dei cannabinoidi sintetici, il quadro generale dei suoi effetti all'interno del corpo umano è tutt'altro che rassicurante. La ricerca va avanti, ma è stato confermato che l'assunzione anche di quantità minime di prodotti derivanti dalla cannabis sintetica può portare a gravi danni, soprattutto in caso di assunzioni prolungate e non controllate medicalmente.

In particolare, chi utilizza cannabis sintetica può provare nell'immediato sensazioni di vertigini, nausea e vomito, paranoia e difficoltà di movimento. Questi effetti, in caso di utilizzo limitato, passano dopo poche ore. Se l'assunzione di cannabis sintetica si protrae nel tempo, questi sintomi possono evolvere in difficoltà respiratorie, convulsioni e svenimento, fino a portare alla morte nei casi di abuso.

Le proprietà benefiche della cannabis naturale, invece, sono note e da anni possono essere utilizzate come palliativi per la terapia del dolore di persone con malattie gravi, oppure anche ad uso ricreativo per accompagnare il divertimento delle persone.
In molti paesi nel mondo la cannabis naturale è stata ampiamente legalizzata.